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Linee guida ponti esistenti: cosa prevedono e quando serve il monitoraggio

Le linee guida ponti sono il riferimento tecnico nazionale per gestire la sicurezza di ponti, viadotti, cavalcavia e opere simili già in esercizio. Il titolo completo è «Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti».

In sintesi, il gestore censisce le proprie opere, le ispeziona e assegna a ciascuna una classe di attenzione. Da quella classe dipende cosa fare dopo: ispezioni periodiche, verifiche più approfondite o un sistema di monitoraggio.

Il testo in vigore è quello adottato con il DM 1 luglio 2022, n. 204. Lo completano le istruzioni operative di ANSFISA, aggiornate l’ultima volta a novembre 2025. Di seguito vediamo come funziona il percorso, chi deve seguirlo e quando il monitoraggio diventa la scelta indicata.

Linee guida ponti 2020 e 2022: quale versione vale oggi

Oggi si applica il testo del 2022, insieme alle istruzioni operative aggiornate nel 2025. Chi cerca «linee guida ponti 2020» trova un testo superato, sostituito dal decreto del 2022.

DataAttoCosa ha cambiato
Aprile 2020Approvazione del Consiglio Superiore dei Lavori PubbliciPrima versione delle linee guida, per i soli ponti stradali
17 dicembre 2020DM n. 578Adozione e avvio della sperimentazione, inizialmente con ANAS e i concessionari autostradali
1 luglio 2022DM n. 204Nuovo testo che sostituisce quello del 2020, esteso a tutti i gestori
21 settembre 2022Decreto del Presidente CSLP n. 326Prime istruzioni operative proposte da ANSFISA
5 novembre 2025Decreto del Presidente CSLP n. 413Aggiornamento delle istruzioni operative, con nuove schede per censimento, ispezioni, difetti, fenomeni idraulici, frane e ponti in c.a.p.

Le istruzioni operative non modificano le linee guida. Non aggiungono obblighi: spiegano come applicare quelli esistenti in modo uniforme. Una revisione complessiva del testo è in preparazione, sulla base dei risultati della sperimentazione condotta con il consorzio ReLUIS.

Chi deve applicare le linee guida

Le linee guida valgono per tutti i gestori di ponti, viadotti, rilevati, cavalcavia e opere simili esistenti lungo la rete stradale. Nella prima fase erano coinvolti ANAS e i concessionari autostradali. Con il decreto del 2022 l’applicazione è stata estesa a tutti i gestori, compresi gli enti locali come province e comuni.

Per gli enti locali è il passaggio più impegnativo. Spesso gestiscono molte opere con anagrafiche incomplete, documentazione di progetto mancante e poco personale tecnico. Per questo il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e ReLUIS hanno avviato percorsi di formazione dedicati ai tecnici degli enti locali.

ANSFISA, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, vigila sull’applicazione e redige le istruzioni operative.

L’approccio multilivello: dal livello 0 al livello 5

Le linee guida organizzano il lavoro in sei livelli, da 0 a 5. Si parte da tutte le opere con analisi semplici e si approfondisce solo dove serve. È l’unico modo pratico per gestire il numero di ponti presenti in Italia.

  1. Censimento. Per ogni opera si compila la scheda di censimento con i dati disponibili: posizione, tipologia, materiali, anno di costruzione, documenti di progetto.
  2. Ispezioni visive. Un tecnico ispeziona l’opera, esegue un primo rilievo e registra i difetti sulle schede di valutazione. Le istruzioni del 2025 aggiungono schede specifiche per frane e fenomeni idraulici.
  3. Classe di attenzione. I dati dei livelli 0 e 1 vengono combinati per stimare il rischio potenziale, in base a pericolosità, vulnerabilità ed esposizione. Il risultato è una classe di attenzione per ogni ponte.
  4. Valutazioni preliminari. Per i ponti in classe media e medio-alta si esegue una prima verifica, più rapida di quella completa.
  5. Valutazioni accurate. Per i ponti in classe alta, o quando la verifica di livello 3 non è soddisfatta, si esegue la verifica di sicurezza secondo le Norme Tecniche per le Costruzioni 2018.
  6. Analisi di resilienza. Riguarda i ponti strategici per la rete. Valuta le conseguenze di una loro chiusura sul sistema di trasporto. Le linee guida lo prevedono ma non lo trattano in dettaglio.
Schema dell’approccio multilivello delle linee guida ponti: censimento, ispezioni, classe di attenzione e livelli di verifica

Classificazione dei ponti: le cinque classi di attenzione

La classe di attenzione decide le azioni successive. Le classi sono cinque: alta, medio-alta, media, medio-bassa e bassa. Si calcolano separatamente per il rischio strutturale e fondazionale, sismico, frane e idraulico, poi si combinano in una classe complessiva.

Classe di attenzioneCosa prevedono le linee guida
AltaValutazione accurata di livello 4, ispezioni periodiche ed eventualmente straordinarie, monitoraggio periodico o continuo
Medio-altaValutazione preliminare di livello 3, ispezioni periodiche ed eventualmente straordinarie, monitoraggio periodico o continuo
MediaValutazione preliminare di livello 3 e ispezioni periodiche
Medio-bassaIspezioni periodiche ordinarie
BassaIspezioni periodiche ordinarie

La classe non è definitiva. Ispezioni e dati di monitoraggio servono anche ad aggiornarla, perché lo stato di un ponte cambia con il degrado, gli interventi e i carichi a cui è sottoposto.

Quando serve il monitoraggio

Le linee guida raccomandano il monitoraggio strumentale per i ponti in classe di attenzione alta e medio-alta. Lo raccomandano anche per alcune tipologie di opere considerate a maggior rischio o di particolare interesse. Il sistema di sorveglianza previsto unisce le ispezioni periodiche tradizionali e il monitoraggio con strumenti.

Dashboard del sistema di Early Warning con previsione delle misure a 48 ore.

Il monitoraggio può essere periodico, con campagne di misura a intervalli regolari, o continuo, con sensori sempre attivi. Un sistema continuo comprende di solito:

  • sensori installati nei punti critici dell’opera
  • acquisizione e trasmissione dei dati
  • analisi e soglie d’allerta che segnalano valori anomali
  • report che alimentano le decisioni di manutenzione

I dati raccolti hanno senso solo se arrivano a chi decide. Le istruzioni operative del 2025 insistono sulla continuità tra i dati rilevati in campo e AINOP, l’Archivio informatico nazionale delle opere pubbliche. Censimenti, ispezioni e classi di attenzione devono confluire lì.

Due casi dal nostro lavoro mostrano cosa significa in pratica. Su un viadotto di un importante ente gestore, AC2 ha sviluppato un sistema di Early Warning che controlla lo scorrimento rispetto alla spalla di appoggio. Gli algoritmi prevedono l’andamento delle misure a 24 e 48 ore e riducono i falsi allarmi, evitando chiusure di carreggiata non necessarie.

Sul Ponte Furiano, sensori di temperatura, umidità, esposizione solare e vento alimentano modelli di apprendimento automatico. Il sistema segnala con un anticipo fino a 48 ore la necessità di chiudere il ponte, così il gestore può pianificare le deviazioni del traffico.

Per approfondire come si progetta e gestisce un sistema di questo tipo, vedi il nostro servizio di monitoraggio strutturale.

Un esempio dal campo: il Viadotto Biaschina

Il Viadotto Biaschina è un’opera autostradale strategica in Svizzera, gestita dall’Ufficio federale delle strade (USTRA). Le linee guida italiane non si applicano lì, ma gli strumenti sono gli stessi: sensori, dati, soglie d’allerta e decisioni di manutenzione basate su misure.

AC2 ha seguito il progetto in due fasi:

  • Progettazione del sistema di monitoraggio. Sensori, punti di misura, rete e alimentazioni, specifiche tecniche e coordinamento con la direzione lavori. Il risultato è stato un progetto esecutivo approvato.
  • Monitoraggio e piattaforma Smart DAM. Installazione e integrazione dei sensori, raccolta e analisi dei dati, soglie d’allerta, dashboard e integrazione con BIM e Digital Twin. Il viadotto è ora sotto controllo continuo, con allerta precoce e dati a supporto di piani di manutenzione mirati.

Se gestisci ponti in classe di attenzione alta o medio-alta e devi impostare un sistema di monitoraggio, contattaci per valutare insieme l’opera.

Chi ha scritto questo articolo

Articolo a cura del team di AC2 Solutions.

AC2 Solutions è un’azienda specializzata in servizi di ingegneria, project management e soluzioni ICT a supporto del ciclo di vita di opere e infrastrutture a rete. Con sedi operative in Italia e in Svizzera, affianca enti gestori, amministrazioni pubbliche, utility, operatori TLC e grandi imprese su asset critici come ponti, gallerie, dighe, edifici e torri di telecomunicazione.

Il team multidisciplinare integra competenze tecniche e digitali, con un metodo che va dalla misura sul campo all’azione operativa: misurare con sensoristica e rilievi, analizzare con KPI condivisi e soglie d’allerta, agire con report tecnici e piani di manutenzione. Scopri chi siamo.

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